marzo 01, 2021

Don Gigi, "Per te canterò"...

Fra le numerose attività rallentate dallo smisurato ‘blob’ sociale del Covid vi sono anche le celebrazioni per il 25° anniversario della morte di don Luigi Guglielmi, nato al cielo cinquantenne il 10 maggio 1996. Nondimeno, in sintonia con il mantra governativo del fare anziché annunciare, La Libertà compie in quest’anno un atto che – ci pare di poter dire senza presunzione – emula lo spirito di colui che fu il principale artefice, assieme a monsignor Guerrino Orlandini, della scuola diocesana di musica e liturgia (oggi IDML proprio a don Gigi intitolato). Questa settimana vede infatti la luce il primo numero di Per te canterò. Annuncio – Liturgia – Vita, il supplemento a La Libertà che raccoglie il testimone, con un’evidente continuità contenutistica e valoriale, della rivista Celebrare cantando. La nuova pubblicazione, come già spiegato su queste pagine dalla coordinatrice redazionale Elisabetta Bertocchi, uscirà due volte l’anno, indicativamente nei mesi di febbraio e settembre, e si potrà ricevere in abbonamento postale e in edizione digitale come allegato al nostro periodico, così come acquistare in edicola nella settimana di permanenza de La Libertà, in ogni caso senza aggravio di spesa per i lettori. Ieri come oggi, l’attenzione dell’IDML e dell’Ufficio Liturgico - che insieme al Centro Comunicazioni sociali della Chiesa reggiano-guastallese hanno pensato e attuato l’iniziativa – è puntata principalmente sugli animatori della liturgia nelle comunità cristiane sul territorio, siano esse piccole parrocchie di poche anime o unità pastorali già collaudate nella loro organizzazione.

Riteniamo che proprio questa sinergia tra organismi diocesani sia il più importante aspetto che ci colloca nel solco arato da don Guglielmi, che non si distinse solo come pioniere nell’ambito della musica per la liturgia, ma fu poliedrico e appassionato ‘iniziatore di processi’ nel campo della carità, nella ricerca della pace e della non violenza, nella missione al fianco delle Chiese giovani - in particolar modo l’Albania e il Rwanda - e nella pastorale ordinaria in parrocchia, nel suo caso fra Castellazzo e Roncadella.

L’altro aspetto che come staff de La Libertà vogliamo sottolineare è il respiro popolare che quest’operazione editoriale porta con sé. Il risultato è un fascicolo sicuramente più umile, nella versione cartacea, rispetto alla veste della testata “autonoma”. In compenso c’è un effetto moltiplicatore non trascurabile per quanto concerne la diffusione: Per te canterò raggiunge una comunità di alcune decine di migliaia di lettori e in modo sistematico tutte le unità pastorali della diocesi. Qui il nuovo supplemento potrà essere collezionato e messo nelle mani dei giovani e degli adulti che abitualmente si fanno carico dell’animazione musicale delle celebrazioni, o di quanti aspirano a formarsi attraverso testi e spartiti idonei allo scopo. In tal modo, grazie anche al passaparola degli abbonati al settimanale diocesano, Per te canterò diverrà uno strumento gratuito al servizio della Liturgia e dell’aggiornamento degli operatori pastorali. Facciamolo circolare: è un auspicio, oltre che una professione di fiducia nella collaborazione dei lettori per così dire meno direttamente coinvolti.

Lascio ora da parte per un momento il plurale redazionale per parlare al singolare: in virtù della pluriennale esperienza di animatore liturgico che ho vissuto nella mia parrocchia, posso garantire sull’utilità di sussidi formativi come questo. E di don Gigi, con il quale – quando era direttore della Caritas diocesana - sostenni il colloquio per il servizio civile, poi svolto al CeIS di Reggio Emilia, ricordo che era un sacerdote mite soltanto all’apparenza, perché la sostanza era quella di una persona costruita sulla roccia della Parola di Dio, quindi salda, resistente e anche quadrata, spigolosità comprese. Circa il tema sempre delicato e profondo della Liturgia, don Guglielmi, in un video-frammento ripescato in Rete, sostiene l’importanza di coniugare l’aspetto tecnico della musica con quello della formazione e ai giovani si indirizza con queste parole: “Per fare i buoni animatori della musica e del canto in chiesa non basta soltanto la buona volontà, ma occorre anche un minimo di competenza, perché questo è richiesto dalla serietà del ministero al quale sono votati per vocazione, per chiamata dei loro parroci o di chi li ha in qualche modo ingaggiati”.

Parole che vanno ancora custodite e coltivate, tra annuncio, liturgia e vita – i nomi che completano il titolo del nuovo supplemento - ovverosia nella pienezza dell’esistenza cristiana. Siamo certi che Per te canterò potrà concretamente contribuire a rendere le nostre assemblee liturgiche, sempre di più e musicalmente meglio, un cuor solo e un’anima sola.

  

 (da La Libertà numero 8 del 24 febbraio 2021)


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