maggio 11, 2021

L'eredità musicale di don Gigi

Sotto i nostri occhi, ha detto il vescovo Massimo nel saluto iniziale della Messa presieduta in Cattedrale il 10 maggio 2021, stanno i frutti della vita di don Gigi Guglielmi: nel campo della liturgia e della musica liturgica, della carità e della missione: “Tutti raggi che provenivano da un unico cuore, da un’unica esperienza di vita, di profondità di immersione nel cuore di Cristo”, le sue parole. E nelle mie orecchie risuonano ancora i canti del repertorio proposto per l'occasione dall'ensemble strumentale e dal Coro diretti da Giovanni Mareggini (la registrazione della celebrazione eucaristica è disponibile su La Libertà Tv https://www.youtube.com/watch?v=nvb9YXe2rJ0&t=1794s): musica liturgica ben suonata e irraggiata dalla cantoria dove – pur tra mascherine, distanze e barriere in plexiglass – l’Istituto Diocesano di Musica e Liturgia (IDML) ha dato una prova di intensità e di armonia che, indubbiamente, sarebbe piaciuta al fondatore don Gigi.

La sua eredità musicale è brillata anche nel momento della consegna di attestati e diplomi agli studenti che hanno completato la loro formazione presso l’IDML: un gesto semplice, introdotto da don Matteo Bondavalli e compiuto dal vescovo Massimo, ma eloquente di un impegno quotidiano che in questi anni, grazie a tutti i docenti, non è venuto meno. L’ultima consegna è venuta dal canto finale, uno dei più celebri composti dal sacerdote diocesano: “Beato chi ama nei poveri il Cristo, li serve così come lui fece a noi...".

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