aprile 07, 2021

Cronaca leggera anzi leggerissima

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Daniele Petrone recensisce il "Battutario casa e chiesa" sul Carlino Reggio. Il titolo originale della recensione è "Il battutario di Tincani su casa e chiesa" con sommario "Amo le spiritosaggini, storpiature di parole, doppi sensi e invenzioni da cabaret". Prefazione del vescovo. Ecco l'articolo, per la serie "Metti un po' di cronaca leggera... anzi leggerissima"...

«Il parroco di Courmayeur prima della Messa passa sempre dalle piste per una benedizione ai turisti: 'Il Signore scia con voi'...». Oppure: «Al bar dei Francescani se ordini un caffè i religiosi dietro al bancone aggiungono sempre un goccio di grappa. Dicono che lo fanno per la correzione fraterna...». E ancora: «Ma come al re della Giudea non fa piacere che il figlio di Dio sia nato a Betlemme? No, j' erode...». Sono alcune delle frasi tutte da ridere raccolte nel «Battutario - casa e chiesa», edito da 'Consulta librieprogetti' (acquistabile in libreria e sulle piattaforme online a 13 euro) scritto da Edoardo Tincani, giornalista e capo ufficio stampa della nostra Diocesi, nonché direttore del settimanale 'La Libertà'. «Sono sempre stato un amante di spiritosaggini, storpiature di parole, doppi sensi e invenzioni da cabaret - racconta - Nel 2008 cominciai a scrivere freddure su fatti realmente accaduti e personaggi reggiani su La Libertà, con lo pseudonimo di E.T. , che sono sì le mie iniziali, ma anche una grafica allusione alla creatura di Spielberg». E così, durante il primo lockdown, Tincani ha deciso di scrivere 'battute alla rinfusa' (come si chiama un vero e proprio capitolo all' interno del libro) inerenti alla vita di tutti i giorni, ma soprattutto alla Chiesa. «Oggi c' è un bisogno enorme di umorismo nella nostra società e nella Chiesa. In un tempo reso cupo e amaro dal coronavirus, ridere può diventare un' efficace terapia», spiega Tincani. Un «battutario» di 132 pagine scritte con grande leggerezza, anche prima di andare a dormire per migliorare l' umore in tempi grigi, viaggiando tra capitoli come «impunità di gregge», «Asintomartiri», «Non c' è più religione» e «Chiesilarante». Un libro che dimostra come in maniera rispettosa e intelligente l' umorismo possa convivere anche col proverbio «scherza coi fanti e lascia stare i fanti...». Tincani fantastica con nomi comuni, creando nuove figure tra sacro e profano. «I protettori delle cantine sociali? San Gria, San Bitter e San Giovese...», per esempio. Battute che hanno trovato il favore anche del vescovo Massimo Camisasca che ha firmato la prefazione ricordando «la preghiera di San Tommaso Moro per chiedere la grazia dell' umorismo che Papa Francesco ha confessato di recitare da quarant' anni...». Ma c' è anche spazio per le «perle» sui cartelli, raccolte da Tincani nelle parrocchie durante i suoi viaggi di lavoro. «Si ringraziano quanti hanno pulito il giardino della chiesa e il parroco» oppure «Domenica sera cena a base di fagioli nel salone parrocchiale. Seguirà concerto». Infine si consiglia una hit parade 'religiosa' con canzoni che oltre che da Venditti o Alan Sorrenti fino ad altri autori potrebbero anche essere state composte da apostoli (Giacomo e Giovanni 'Sotto il segno dei pesci') o dai Re Magi (Figli delle Stelle), da Giuda (Non Amarmi) o da Ponzio Pilato (Dio è morto)...


Daniele Petrone


(da "Il Resto del Carlino - Reggio" di mercoledì 7 aprile 2021)

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