dicembre 02, 2019

Come i personaggi del presepe

La dolcezza della Madonna della Ghiara traspare dal dipinto anonimo ad olio su rame, di probabile scuola del Carracci, che accoglie i visitatori in Battistero. Si rimane quasi incantati a guardarla. Lei, venerata come Regina di tutti i santi, abbraccia idealmente gli altri protagonisti dell’esposizione di presepi realizzata anche quest’anno dalla Diocesi con il fondamentale aiuto dell’associazione Presenza: san Benedetto da Norcia, il venerabile Carlo Acutis, il beato Rolando Rivi, i pastorelli di Fatima, san Riccardo Pampuri.

Il presepe più originale, teologicamente parlando, è forse quello realizzato sulla scena evangelica della Visitazione di Maria a Elisabetta, due gestanti: il Bambino c’è già, è nel grembo della Beata Vergine, accolto da Giovanni il Battista. Ma entrando nella stanza dedicata al Santuario di Loreto, si capisce che la storia dell’uomo inizia a cambiare ancora prima, dall’Annunciazione e da quell’alma chiesa che fu camera della casa di Maria santissima. Il percorso espositivo interroga la fede, prima di tutto, e restituisce la serenità della contemplazione al nostro tempo sempre agitato.

La domanda più efficace, in fondo, è quella che s’incontra scritta su un cartello a parete, a un certo punto, e che è stata riprodotta anche nell’agile fascicolo sul presepe destinato ai fanciulli e alla loro fantasia: “…ti accorgi che tra i personaggi c’è chi è per strada, chi è ancora dentro casa affaccendato, chi volge lo sguardo al cielo sorpreso da un segno, chi sta dormendo e non si accorge di nulla. E tu, che stai allestendo il Presepe o che lo stai guardando, proprio tu, che personaggio sei?”.

I presepi “dei Santi e dei Santuari” proposti quest’anno sono di vari materiali, dalle pietre colorate “a raku” della Baviera alla terracotta con abiti in tessuto inamidato realizzata da Angela Tripi, dalla porcellana di Fontanellato alla cartapesta e al gesso; dall’abbazia di Montecassino è arrivato un presepe settecentesco, scarabattola originale decorata a finto marmo e fregi a foglia d’oro.

Tra distrazioni da Black Friday e corse cronometrate, vale la pena fissarsi su ciò che è davvero essenziale: che si tratti di persone che hanno vissuto o vivono santamente, o di oratori e santuari in cui il popolo di Dio si reca pellegrino oggi come secoli or sono, niente come la Natività ci svela il significato più profondo della nostra vita.

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