giugno 17, 2020

Diario di casa mia - Asintomartiri

Più ci allontaniamo temporalmente dall’epicentro della pandemia, più aumenta la spiacevole sensazione di saperne sempre di meno, di questo stramaledetto virus. Certo, il sistema di porte girevoli che collega catastrofisti e minimizzatori non aiuta a capire. Spesso i semplici raffreddoristi della prima ora si sono convertiti in isolazionisti spinti, ma si sono notati anche profeti di sventura trasformarsi con l’andar dei giorni in sabotatori del lockdown. Il casting per quelli che hanno visto “un altro film” è assai nutrito e va da Sergio Venturi, ex commissario all’emergenza in Emilia-Romagna (non c’era bisogno di chiudere tutto il Paese, ha detto, e il Paese chiuso gli ha ricordato che non c’era bisogno che riaprisse bocca) al meno telegenico Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS: un’organizzazione mondiale così specializzata in errori, la sua, che forse il suo nome andrebbe cambiato in OPS. Vogliamo riepilogare alcune delle Opinioni Mutanti Scompagnate di questo ente? E Wuhan, Two, Three... possiamo iniziare con i complimenti alla Cina per la trasparenza con cui ha gestito i contagi e la velocità con cui li ha comunicati (un poco Pechino

in ritardo, secondo i detrattori) per continuare con la confusione d’idee sui guanti, indispensabili il lunedì, quasi utili il mercoledì, dannosi il sabato. E se fosse provato il nesso pipistrello- uomo, l’OMS ha già annunciato che ritirerà dal commercio tutti i film di Batman, almeno fino a quando non si sarà cambiato quella mascherina malfatta che gli copre sì e no il naso. Grazie a queste preziose raccomandazioni, in tutto il mondo ha potuto così formarsi e crescere una comunità di asintomartiri, che ha ormai esaurito le scorte di pazienza disponibili sui mercati, e il guaio è che la produzione è ancora ferma.

Anche a livello locale la sopportazione viene messa alla prova. L’altro giorno mio figlio mi ha telefonato per dire che era coinvolto in un “tamponamento in auto”, e mentre impallidendo gli chiedevo dov’era l’incidente mi ha chiarito che avrei dovuto semplicemente accompagnarlo con la Punto al test “drive-through” (il tampone fatto in macchina, mannaggia all’inglese), necessario per poter fare l’animatore estivo. Invece mia moglie, una delle migliaia di destinatarie di visite non urgenti rimandate da mesi, ha fatto l’abbonamento al CUP ( Chiediamo Ulteriori Proroghe), anche perché il Cuptel è sempre occupato, e ormai trascorre più tempo accampata là che a casa.

Tutto per sentirsi dire, dopo una quarantena quotidiana di numeri d’attesa davanti a lei, di ripassare tra qualche giorno, quando le liste saranno riaperte. CUP de théâtre.

Non resta che aspettare ancora, sperando che l’OMS non voglia dire la sua.


(da La Libertà numero 24 del 17 giugno 2020)

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