giugno 24, 2020

Diario di casa mia - #noncepiureligione

Uno dei miei quattro lettori mi ha chiesto perché non dedico una pagina del Diario alla Chiesa, dato che sono di Famiglia cristiana e non mi manca La Libertà per farlo. Stavo per rimandare all’Avvenire, ma poi ho pensato di esaudire il desiderio, anche se così mi brucio la carriera da vatincanista. Pazienza. Quando ero giovane, in parrocchia mi piaceva fare l’animatore: oggi, tra dispersione e stanchezza, penso che sarei più utile come rianimatore. Vale anche per le casse parrocchiali, benché di questua faccenda si parli poco. Ho pertanto avanzato al consiglio per gli affari economici la proposta di sostituire la sagra, ancora off-limits, con una bella festa dell’Unità - Pastorale, si capisce - ma è stata bocciata. Anzi, un funzionario di cui non posso fare il nome mi ha confidato che certi parroci di unità pastorale rischiano una denuncia per assembramento di troppe parrocchie. Parole da prendere con i guanti.

Pur da credente, sono pieno di incertezze. Naturalmente cerco risposte nella religione, e mentre la Scienza trova la sua Bibbia solo nel libro dei Numeri, io da buon reggiano rileggo sempre volentieri le pagine di Sopomia, il profeta del dubbio. E mi colpisce che perfino il motore di una nota comunità monastica, siamo in provincia di S-Biella, si sia ingrippato dividendosi proprio in due particelle dubitative: Bo-Se.

La domenica vado in chiesa per trovare ristoro e lì, in effetti, sto fresco: sì, perché fare la fila spaziata, superare il termoscanner, disinfettare le mani, stare al posto e cantare con la mascherina leggendo da foglietti monouso (in attesa dell’app karaoke) è un bel condizionamento.

Per fortuna che i colleghi della Liturgia Intensiva sono bravi. E all’uscita scattano subito le forze di pulizia.

Ma in Romagna, tipica meta di vacanza, ho visto cose che voi emiliani non potete neanche immaginare! Sebbene in fondo restino un po’ mangiapreti, da quelle parti in fatto di animazione sono più avanti di tutti. Per esempio ho saputo che in alcune comunità, in collaborazione con i parrocchieri (che sarebbero gli acconciatori residenti in parrocchia, anche detti parrucchiani) per il pubblico femminile stanno organizzando la messa in piega, con l’assistenza fissa di un diacono (alla) permanente. Siccome il caldo spinge a stare il più possibile all’aperto, sempre in riviera ho visto gli amanti della tintarella H24 rivolgersi alla curia e al sindacato dei bagnini per chiedere direttamente la messa in onda, mentre i tantissimi appassionati di Valentino Rossi, che da quelle parti è un idolo, vorrebbero poter partecipare alla messa in moto, disposti persino a rinunciare alla processione d’ingresso con Ducati e Harley- Davidson.


(da La Libertà numero 25 del 24 giugno 2020)

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