giugno 28, 2020

Sposi durante il lockdown

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Due giovani di Reggio Emilia hanno felicemente celebrato il loro matrimonio in pieno lockdown, mantenendo fermo il giorno che avevano sognato. Certo, hanno dovuto accontentarsi dei tempi che correvano, con la testimone della sposa che ha realizzato anche foto e video della Messa e una riduzione del 98% degli invitati: dai 250 che avrebbero dovuto riunirsi a tavola nella parrocchia di campagna – con pranzo a base di tortelli e porchetta a chilometri zero – alle 5 persone, coniugi inclusi, ammessi in chiesa dalle rigide norme vigenti in quella fase. Ma procediamo con ordine.Dario Rossi ha 29 anni, una laurea in Scienze del Servizio sociale iniziata a Roma e completata a Bologna e alcuni anni di lavoro tra richiedenti asilo, case protette, residenze per malati psichiatrici e oggi il Centro di Ascolto della Caritas di Reggio Emilia. Arianna Franzoni, venticinquenne, sta compiendo il dottorato in Chimica presso l’Università di Parma dopo esservisi laureata in Scienze e Tecnologie alimentari. La loro frequentazione risale alla primissima infanzia: i padri erano colleghi insegnanti in un liceo di Correggio, dunque si erano già in qualche modo visti fin da bambini. Poi si sono ritrovati in una circostanza particolare, dolorosa: un ragazzo conosciuto da entrambi, nell’estate di quattro anni fa, era finito in coma dopo una rovinosa caduta in montagna; gli amici avevano indetto una serie di momenti di preghiera nei parchi pubblici. Tra un vespro e l’altro, non soltanto i due si riconoscono, ma scoprono che tra loro va crescendo un legame nuovo, più resistente della buona causa che li aveva accomunati e che, per la cronaca, viene fortunatamente meno dopo alcune settimane con il pieno ristabilimento dell’amico infortunato. Dario è alla Gmg di Cracovia come educatore di un gruppo quando riceve il primo sms di Arianna che, sapendo della sua passione per le due ruote, lo invita a fare un giro insieme. L’escursione si svolge al ritorno dalla Polonia, nonostante la ragazza affronti una ripida salita in quota con una bici da città: è proprio amore. Il fidanzamento è sancito il 28 agosto 2016. E lo stesso giorno di tre anni dopo Dario rivolge ad Arianna la sua proposta di matrimonio: “classica, in ginocchio, all’italiana”, nella sua definizione. Poco dopo la coppia fissa la fatidica data: 18 aprile 2020, il primo sabato dopo Pasqua, “in modo da avere tutta la giornata davanti per fare festa”, secondo un auspicio che di lì a pochi mesi suonerà beffardo. Dario, che nel suo periodo di studio romano ha avuto occasione di apprezzare i frati del Terzo Ordine Regolare di San Francesco attivi nella pastorale giovanile, aveva chiamato due di loro per il 18 aprile a presiedere la Messa, alla quale erano attese oltre 400 persone, e a benedire le sue nozze con Arianna. Le partecipazioni erano state distribuite e luna di miele prenotata: tre settimane in Sicilia, con aereo l’indomani. La preparazione al sacramento procede con la direzione spirituale di coppia, affidata da oltre un anno a un sacerdote reggiano, e con la partecipazione ad un ritiro per fidanzati, ancora a febbraio, a Villa San Giuseppe, sulle colline di Bologna. Quando l’epidemia da Covid 19 deflagra, i due giovani sono concordi che – se sarà possibile, poiché non tutto dipende dalla loro volontà – si sposeranno ugualmente e lo comunicano con un video. Lì per lì non tutti approvano la decisione: è comunque un rischio, dicono. Ma il coinvolgimento rimane, fra una prova di canto via Skype e una veglia di preghiera organizzata dagli amici su Zoom. Il giorno prima di formare la loro famiglia, Arianna e Dario scrivono per e–mail alla lista degli “ex invitati” una breve lettera, a cui allegano il libretto della liturgia. Spicca un versetto, tolto dal libro di Tobia: Ecco, ti attendo; però non tardare (Tb 5,8). Parole già scelte, che hanno tuttavia acquisito un che di profetico nel desiderio di non rimandare il sacramento.Così nella chiesa parrocchiale di San Biagio a Marmirolo (Reggio Emilia), vicina al luogo dove andranno a vivere, davanti al parroco don Roberto e alla presenza dei testimoni Claudio ed Emanuela, il matrimonio di Dario e Arianna viene celebrato validamente la mattina del 18 aprile. La festa si farà, magari per l’anniversario, mentre il viaggio di nozze diventerà probabilmente la vacanza estiva. Ma l’essenziale è stato già portato nella nuova casa della coppia.(da "NOI vita&famiglia, supplemento ad Avvenire di domenica 28 giugno 2020)

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