agosto 26, 2020

Diario di casa mia - Buro-Vax

È assai probabile che la corsa al vaccino non verrà vinta dal solitario Putin, ma da un gruppo di mamme italiane con più figli in età scolare, esasperate dall’ansia di non sapere ancora se e in che modo le aule saranno aperte dal 14 settembre. Una certezza però ce l’hanno: solo sei giorni dopo, molte di queste aule verranno richiuse per motivi elettorali. La porta d’ingresso nel nuovo anno scolastico assomiglia già a quella dell’Inferno, su cui in questi giorni è stata perfino modificata la scritta di dantesca memoria: “O voi che entrate lasciate ogni Speranza (ministri inclusi)”.


Il problema è che nel Paese resiste, fin dai tempi della prima Repubblica, un virus a cui nessuno ha trovato una cura durevole: è un batterio di matrice burocratica molto abile nel mutare per nascondersi in qualche circolare e così, appunto, circolare. Non c’è dubbio che l’Istruzione sia uno dei suoi habitat prediletti: già nel mese di giugno, ad esempio, sono risultate positive al tampone per il buro-virus le “rime buccali” degli studenti (dobbiamo al Comitato Tecnico Scientifico se oggi tutti sanno trattarsi delle aperture delimitate dalle labbra a forma di fessura trasversale tra le due guance). Altri focolai potranno facilmente essere scoperti nel prossimo autunno tra i nuovissimi banchi monoposto che, benché dotati di rotelle, entreranno a scuola in ritardo; sono pronto a scommetterci, ma so che il banco vince sempre.


Intanto, mentre l’estate sta finendo, basta fare due passi – purché non di ballo – negli spazi aperti, perfino nell’ora di punta dopo le sei di sera, per assistere all’uso creativo e in certi casi ricreativo della mascherina: c’è chi la porta abitualmente per riparare i gomiti e chi come paraorecchie; è frequente che sia indossata solo come reggi- mento (l’importante è che il mento non si assembri), mentre qualche volta in vacanza l’ho vista infilata come bandana per coprirsi dal sole d’agosto. All’estero certi giovani – e oggi si considerano tali le persone fino alla quarantena - hanno cercato anche di far passare la mascherina come semplice souvenir da tenere in valigia o al più come accessorio della movida, ripiegata nelle tasche dei jeans, magari sempre la stessa da aprile, a protezione almeno di uno dei due glutei. Attenzione, però, a non eliminare del tutto la mascherina: dal 14 settembre infatti potrà tornare utilissima durante le interrogazioni, per suggerire meglio al malcapitato oppure per farlo doppiare dai compagni con la voce simile. Funzionerà ancora meglio se poi l’insegnante avrà la compiacenza di sollevare la sua, di mascherine, tenendola posizionata anche sugli occhi.




(da La Libertà numero 28 del 26 agosto 2020)

Sidebar