settembre 02, 2020

Diario di casa mia - Conad o Coviddi...

Un po’ pandemia e un po’ pandemonio, continua la confusione attorno al virus. C’è chi, dando retta agli importatori, è convinto che la sua scadenza è vicina perché da che mondo è mondo il “made in China” non è mai durato. E c’è chi con l’indesiderato ospite ci ha preso fin troppa confidenza. Dal sonoro Bocelli, che ha difeso il suo tenore di vita, all’arrabbiato Briatore, che ha avuto un travaso di billionaire, anche i vip si sono distinti come improbabili testimonial dell’allegra convivenza. Solo Jovanotti continua a mettere le mani avanti con chi gli chiede l’esito del test e oggi come ieri canta “Penso Positivo”. La letteratura a sua volta è in fermento: è data per imminente la pubblicazione del dramma “ Bei personaggi in cerca d’Untore”, coperto dallo pseudonimo di Luigi Ti-randello, con immagini esclusive di Fabrizio Corona. Intanto i gestori delle discoteche, sempre più abbattuti, gireranno un western dal titolo “Balla coi musi”. Più fermo, invece, il mondo dei fumetti: mi permetto allora di suggerire ai cugini d’Oltralpe di cominciare a disegnare un protagonista esemplare nel rispetto delle norme, Mascherix, seguito a un metro e mezzo di distanza dal fido cagnetto Igienix.

Un’altra categoria in crescita, in Italia, è quella degli storpiatori: ai già citati negozianti che temono gli assemblamenti si è aggiunta quest’estate la bagnante di Mondello che, suo malgrado, è diventata virale urlando “Non ce n’è Còviddi!” davanti alle telecamere, a pari merito con un emulo di Lino Banfi, da Andria, che sul virus la pensa allo stesso modo e garantisce: “ Infetti in giro non se ne vede”. Da mesi poi resiste in classifica il presule che in pieno lockdown, immortalato dalla diretta streaming, durante la Messa ha invitato i fedeli a pregare per le vittime del Conad (ma non voleva certo alimentare polemiche, ha chiarito l’imbarazzato portavoce).

Nel mondo dell’istruzione – e quindi anche a casa mia, sempre per via della prof-moglie - tiene banco il dibattito sugli esami clinici a cui prima dell’avvio dell’anno scolastico si stanno sottoponendo migliaia di insegnanti, operazione chiamata  nche anticorpo docente. Mediamente l’Ausl ha ricevuto una buona collaborazione, ma ci sono state anche le disdette: chi, ad esempio, abitando a Reggio è stato mandato a farsi prelevare la goccia di sangue a Castelnovo Monti o a Guastalla, ha indetto uno sciopero al grido di “È un test siero- illogico!”. Per farsi cambiare il luogo e la data dell’appuntamento si deve compilare un apposito modulo, ma la burocrazia sanitaria rischia d’impazzire davanti a un inedito dilemma: come si fa a inchiostrare un timbro online, se manca il tampone?


(da La Libertà numero 29 del 2 settembre 2020)

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