11 febbraio 2024

Il troppo stroppIA

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Per gli studenti di oggi fare una ricerca in Rete o compilare una tesina “generalista” è una bazzecola: come abbiamo visto esistono applicazioni gratuite di intelligenza artificiale che consentono di scrivere in un battibaleno - magari con strafalcioni mimetizzati in una prosa standard esteticamente accettabile - un testo con immagini che ai nativi analogici sarebbe costato qualche pomeriggio. Ma mi chiedo: la moltiplicazione parossistica di database e fonti da cui scaricare pappa pronta come in un fast food globale è di per sé un bene? Non si produce forse, secondo quanto paventava il sempre acuto cardinale Gianfranco Ravasi in una recente intervista al Qn, una sorta di anarchia intellettuale e morale? Il problema sarà sempre di più saper scegliere: ma come impara a selezionare e a gerarchizzare i contenuti chi è abituato a surfare da pagine impegnate a chat frivole, in un ambiente digitale che ogni giorno ridisegna la grammatica e la semantica della comunicazione, sotto i condizionamenti subdoli di multinazionali ultrapotenti che gestiscono preferenze e notifiche?

All’orizzonte si profila anche un altro pericolo, che potremmo definire desensibilizzazione: vale per la vista, così sforzata a scorrere video e link da sfocare i contorni del mondo fisico; vale per il tatto, esperto di touch screen ma impacciato nella gestione di altre gestualità; vale per l’udito, che abituato ad ascoltare musica tramite gli auricolari perde via via le sfumature del pianissimo o del silenzio.