settembre 12, 2022

Di nuovo dal vivo

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Era il 21 febbraio 2020 quando insieme a Daniele Semprini presentavamo, nel teatro di Sant’Agostino a Reggio Emilia, il concerto "Due voci, un canto": quella volta “Compagni di viaggio” era il nome della band che ci accompagnava in un assaggio nei nostri repertori. Poi c’è stato il lockdown, sono nate altre canzoni e “Compagni di viaggio” è diventato il titolo dell’album che abbiamo registrato a Bologna nell’inverno 2021-22. E nel dopocena di mercoledì 7 settembre 2022, in una serata ancora estiva, abbiamo avuto il privilegio di proporre il live di "Compagni di viaggio" nell'ambito della quarantatreesima sagra della Giareda, grazia ai Padri Serviti e alla Fabbriceria laica del tempio. Incantevole la location, il Chiostro minore della Basilica della Ghiara di Reggio Emilia. La formazione che si è presentata sul palco, oltre che da me e Daniele, che ha suonato anche la chitarra, era costituita da Michele Paolizzi, arrangiatore del disco, fiati e cori, da Giovanni Ravaioli, alla tastiera, da Stefano "Pepi" Malagoli, al basso e chitarra e da Michele Tincani al flauto, con Marco Fiorani al mixer e alle luci. Notevole il pubblico: oltre alla sessantina di spettatori nel chiostro, almeno altrettanti sono entrati sotto i portici del convento richiamati dalla musica che si spandeva in corso Garibaldi: oltre 120 persone hanno ascoltato in tutto o in parte le canzoni, partecipando con applausi e in alcune decine di casi procurandosi il cd "Compagni di viaggio".

Quanto alla scaletta, con Daniele Semprini siamo ripartiti da dove eravamo rimasti, dopo l'esperienza traumatica della pandemia. Le prime due canzoni eseguite nel concerto - Una nuova umanità e Non avete ancora fede? (27 marzo 2020) - hanno fatto memoria di quanto è accaduto e allungato lo sguardo al faticoso ritorno a una vita meno in difesa. Poi abbiamo presentato quattro canzoni sulla vita di tutti i giorni, senza dimenticare la dimensione del sogno: Compagni di viaggio parla dell’amicizia tra cristiani, del nostro paradossale essere nel mondo senza essere del mondo, secondo lo spirito della lettera a Diogneto. Cambiare la mia vita è una dichiarazione d’amore: quella di chi riesce a uscire dal suo guscio grazie all’intervento di un’altra persona, senza paura di mostrare anche le proprie fragilità. Fiume che vai è la canzone che apre il disco, con la sua andatura avvolgente. Il fiume è metafora della vita: il tempo che ci è dato scorre senza poter tornare indietro, come l’acqua del fiume, e attraversa stagioni e paesaggi diversi fino a conoscere il mare, la vita eterna. Ancora più sereno è il clima della canzone L’isola del vento, che riguarda un mondo immaginario, in cui ogni giorno si nasce da capo: è un grande invito a vivere la vita ogni giorno, gustando le piccole cose, lasciando perdere sensi di colpa, rimpianti, angosce rimorsi, perché si può sempre – questo ce lo dice anche il Vangelo – rinascere dall’alto, purificare la memoria, ricominciare.

Con la seconda parte del concerto siamo entrati nel mondo della santità e della spiritualità. L’uomo giusto non è riferita a un personaggio particolare, ma è un’icona del santo che viene perseguitato che resiste al male e non rinnega la sua fede davanti al mondo; attraversa sia l’Antico Testamento che il Nuovo, ci porta a riflettere sul martirio. L’ultima Parasceve ci riporta sul Calvario, nell’ora della morte di Cristo e della sua sepoltura, attraverso gli occhi e l’anima di uno dei primi santi, san Giuseppe d’Arimatea, membro dissidente del Sinedrio, colui che secondo la tradizione ha fornito il sepolcro a Gesù e con Nicodemo e le donne si è fatto carico di staccare il corpo del Signore dalla croce. Io sono di Gesù era il motto del beato Rolando Rivi, seminarista martire, originario di San Valentino, martire a quattordici anni "in odium fidei"; la voce narrante è la sua. Poi, alla vigilia della Natività di Maria, Daniele Semprini ha fatto ascoltare, dal suo repertorio, Maria bambina. Un'ultima dedica alla Santa Vergine è venuta dalla canzone finale, Reggio Emilia, un omaggio un po’ serio e un po’ faceto alla Città, la cui Regina - come dice il testo a un certo punto, è la Madonna della Ghiara.

Le immagini della gallery sono di Giuseppe Maria Codazzi. Prossimamente il video del concerto con le riprese di Vanni Rinaldi.

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