09 febbraio 2024

Terra Santa, grazia e dolore

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La sera dell'8 febbraio 2024 nel salone della chiesa di Gesù Buon Pastore a Reggio Emilia mi sono trovato in una condizione privilegiata: introdurre il parroco don Giuseppe Dossetti nella mia parrocchia, dove sono stato battezzato, cresimato e dove ho celebrato il matrimonio. Ho condotto un incontro promosso dalla sezione reggiana dell’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti (UCID) su un tema che, con un amaro paradosso, ho definito di storica attualità: “Terra Santa, luogo di grazia e di dolore”, come diceva il titolo.

Dopo l'introduzione di Fabio Storchi, presidente dell'UCID di Reggio Emilia, con don Giuseppe e i numerosi presenti abbiamo dialogato in un’ottica di fede, per "vegliare" (rimanere svegli) mentre la guerra nel mondo non solo va avanti, ma progredisce in ferocia e possibili escalation.

Per dare il via alla conversazione, ho ricordato che la Presidenza della CEI ha indetto per domenica 18 febbraio 2024, prima di Quaresima, una colletta nazionale, da tenersi in tutte le chiese italiane, quale segno concreto di solidarietà e di partecipazione di tutti i credenti ai bisogni, materiali e spirituali, delle popolazioni colpite dal conflitto in Terra Santa. E ho letto una dichiarazione del cardinale Pierbattista Pizzaballa, il patriarca latino di Gerusalemme: “Ho notato che soprattutto nel mondo occidentale la società si è divisa tra chi è a favore di Israele e contro la Palestina, e viceversa. Non abbiamo bisogno che voi facciate questo, schierarsi pro o contro Israele o Palestina lo facciamo noi qui. Abbiamo bisogno invece che ci aiutiate a usare un linguaggio diverso, ci aiutiate a uscire da questa follia nella quale ci troviamo. Dovete essere diversi rispetto a noi”. 

Come possiamo essere diversi? “La pace si fa con la pace, non con la guerra”, ha detto don Giuseppe, che dal 1978 conduce pellegrinaggi in Terra Santa , dove ha stabilito solidi rapporti di amicizia e fratellanza. Il presbitero ha spiegato con semplicità e chiarezza la storia geopolitica di quei popoli la cui difficile convivenza ha generato nel corso del tempo "conflittualità affrontate fino ad oggi secondo la logica della vendetta e della violenza, che hanno causato migliaia e migliaia di morti, sia tra gli israeliani che tra i palestinesi, e portato guerra, devastazione e miseria; dobbiamo ricordare che Hamas non rappresenta tutto il popolo palestinese che oggi, con le frontiere chiuse e la preclusione a qualsiasi tipo di attività lavorativa, è ridotto alla fame”,

Il video integrale dell'incontro è disponibile sul mio canale YouTube (cliccando queste righe o quelle iniziali dell'articolo).

Nella gallery alcune foto dell'incontro (grazie a Giuseppe Maria Codazzi e a Valeria Braglia).

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