06 maggio 2024

Antisocial media

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La carta stampata scomparirà? Oppure: arriverà il giorno in cui per informarsi basterà un clic? Per molti le risposte sottintese sono due “sì”: in realtà la frammentarietà e l’incertezza che segnano il pianeta caratterizzano anche il mondo delle news, ergo nessuno lo sa. Ora, se guardiamo alla rivoluzione digitale, vediamo che nel corso di un paio di decenni ha già avuto i suoi corsi e ricorsi, con fasi contraddittorie. C’è stato il momento in cui sembrava che possedere un blog fosse imprescindibile, poi per tanto tempo la bacheca di Facebook ha catturato una quota di audience maggiore della home page dei siti di informazione, ma ora non è più così. I social e le chat sono cambiati, l’email ha mostrato una resistente vitalità e nell’epoca del deepfake (la tecnica che sintetizza e sovrappone le nostre immagini per inventare foto e video verosimili e spesso imbarazzanti), le testate native cartacee con la forza di un archivio diventano baluardi di autorevolezza e fiducia.

Anche l’intelligenza artificiale, oggi idolatrata, finirà relativamente presto per essere superata da qualcos’altro. Un conto è la trasformazione che tutti gli strumenti subiscono, contaminandosi fra loro, un altro è la loro cannibalizzazione. La carta stampata potrebbe tornare buona anche solo come alternativa alla noia da display. Anche il termine “social media” si sta rivelando un ossimoro: in fatto di informazione è meglio distinguere i “social” dai “media”. Fanno cose diverse, diffidare delle imitazioni.